Adidas riscrive Trainspotting: la Scozia va ai Mondiali e Napoli si ritrova nel trailer più folle dell’anno
- MEC blogger

- 5 giorni fa
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Tra calcio, Lewis Capaldi, Irvine Welsh e un napoletano d’adozione: la nuova campagna Adidas trasforma la Scozia in un fenomeno pop che nessuno aveva visto arrivare.
C'è un momento preciso in cui uno spot smette di vendere una maglia e inizia a raccontare un Paese. Adidas sembra averlo trovato.

Mentre la Scozia torna a respirare l'aria del calcio mondiale e festeggia il debutto vincente contro Haiti, il colosso dell'abbigliamento sportivo decide di fare qualcosa di diverso dal solito catalogo di dribbling, rallenty e pugni al cielo.
Decide di mettere in scena una vera dichiarazione d'identità nazionale.
E il risultato assomiglia più a un film cult che a una tradizionale campagna sportiva.
La Scozia secondo Adidas: meno tattica, più anima
Dimenticate le solite immagini da centro sportivo.
Qui si entra direttamente nell'universo culturale scozzese.
Nel cast compaiono il capitano Andy Robertson, il centrocampista Scott McTominay, il cantautore Lewis Capaldi e persino Irvine Welsh, autore di Trainspotting, uno dei racconti più iconici mai usciti dalla Scozia moderna.
Una scelta che non sembra affatto casuale.
L'operazione punta infatti a raccontare la Scozia attraverso le sue contraddizioni, il suo umorismo, la sua resilienza e quel misto di orgoglio e malinconia che da decenni alimenta la narrativa del Paese.
Il fantasma di Trainspotting torna a fare il tifo
Il riferimento più evidente è proprio all'opera che ha reso Irvine Welsh una leggenda culturale.
Lo storico monologo "Choose Life" viene reinterpretato in una versione aggiornata e affidato alla voce di Lewis Capaldi, che riesce nell'impresa di rendere tutto contemporaneamente epico, autoironico e profondamente scozzese.
In sottofondo risuona l'energia senza età di "Lust for Life", trasformando ogni scena in una corsa collettiva verso qualcosa che va oltre il semplice risultato sportivo.
Non si parla soltanto di calcio.
Si parla di appartenenza.
Si parla di identità.
Si parla di quel desiderio quasi ostinato di continuare a crederci anche dopo decenni di attese.
E all'improvviso compare Napoli
La sorpresa arriva quando il racconto segue Scott McTominay lontano dalle Highlands.
Le immagini mostrano infatti il centrocampista attraversare Napoli, città che negli ultimi anni ha sviluppato un legame speciale con il giocatore.
Una scelta narrativa che crea un ponte inaspettato tra due realtà apparentemente distantissime.
Da una parte la Scozia che torna sotto i riflettori mondiali.
Dall'altra una città italiana che vive il calcio come una religione civile.
Il messaggio è quasi impossibile da non cogliere: se l'Italia non è presente alla competizione, c'è comunque una nazionale pronta a raccogliere simpatia e sostegno da parte di tanti tifosi italiani, soprattutto quelli che hanno imparato ad apprezzare McTominay.
Uno spot che vende molto più di una maglia
La vera particolarità dell'operazione è che il prodotto finisce quasi in secondo piano.
Adidas utilizza il calcio come punto di partenza per costruire un racconto molto più ampio, dove sport, musica, letteratura e cultura pop si mescolano senza soluzione di continuità.
In un'epoca in cui molti spot sembrano usciti dallo stesso stampo creativo, la campagna scozzese sceglie invece di raccontare persone, emozioni e simboli collettivi.
Una strategia che probabilmente vale più di qualsiasi slogan.
Il risultato? Una Scozia che diventa un brand culturale
Che piaccia o meno, la mossa di Adidas centra un obiettivo preciso: far parlare della Scozia anche a chi normalmente non seguirebbe una partita della nazionale.
Attraverso riferimenti pop, volti riconoscibili e richiami a uno dei fenomeni culturali più influenti degli ultimi trent'anni, il marchio trasforma il ritorno mondiale della squadra in un evento narrativo.
E forse è proprio questa la parte più interessante.
Perché alla fine non viene venduta soltanto una divisa.
Viene venduta un'idea di Scozia.
E per una volta il marketing sportivo smette di inseguire il pallone e prova a raccontare ciò che c'è intorno.


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