Milo Infante, il colpo di Rete 4 è già servito: il TG4 delle 12 vola e Mediaset scopre un effetto che non aveva messo in conto
- MEC blogger

- 3 giorni fa
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Dal 24 agosto è cambiata la mattina di Rete 4. “Ore 11” non si limita a portare pubblico:
lo accompagna fino al TG4 delle 12. E i numeri della prima settimana raccontano una storia decisamente interessante

C'è un momento, nella televisione generalista, in cui un esperimento smette di essere un esperimento.
Succede quando il pubblico non si limita a dare un'occhiata, ma torna il giorno dopo.
Ed è esattamente questo il dato più interessante della prima settimana
di Milo Infante su Rete 4.
Il nuovo appuntamento con “Ore 11”, partito lunedì 24 agosto, non sembra infatti aver prodotto soltanto l'effetto curiosità tipico di un debutto. La vera partita si è giocata sulla continuità: ascolto dopo ascolto, giorno dopo giorno, la nuova mattinata informativa di Rete 4 ha iniziato a costruire una fisionomia precisa.
E, soprattutto, ha lasciato un regalo molto interessante alla trasmissione che arriva subito dopo.
Il TG4 delle 12.
Il numero che racconta più di tutti gli altri cosa sta succedendo
Al debutto, la prima parte di “Ore 11” ha raggiunto il 9,6% di share con circa 460 mila spettatori, con picchi oltre l'11%.
La seconda parte, “Ore 11 Cronaca”, ha invece registrato il 6,9% con circa 550 mila spettatori.
Numeri già sufficienti per accendere i riflettori sulla nuova operazione di Mediaset.
Ma il dato che merita davvero attenzione arriva alle 12 in punto.
Il TG4, collocato tra le due parti del programma, ha toccato l'8,2% di share con 554 mila spettatori nel giorno del debutto.
E qui la faccenda diventa molto più interessante.
Perché un programma può anche partire forte.
Può beneficiare della curiosità. Può attirare il pubblico del conduttore arrivato da un'altra rete.
Ma se quel pubblico rimane acceso anche durante il telegiornale, allora il ragionamento cambia.
Non è più soltanto una questione di “quanto fa Ore 11”.
La domanda diventa: quanto vale Ore 11 per tutta la fascia?
Rete 4 ha trovato un piccolo effetto domino
La forza dell'operazione, almeno guardando ai dati della prima settimana, sembra essere proprio nella costruzione del palinsesto.
Prima parte di “Ore 11”.
Poi TG4 delle 12.
Poi seconda parte di “Ore 11”.
Una sequenza apparentemente semplice, ma televisivamente tutt'altro che banale.
Il pubblico che arriva per Infante ha infatti un motivo per
non cambiare canale allo scoccare delle 12.
E questo è oro per una rete generalista.
Il risultato? Nei giorni successivi il TG4 delle 12 ha continuato a muoversi su livelli decisamente più elevati rispetto a quelli osservati in precedenza nella fascia.
Il 25 agosto il dato è arrivato all'8,8%, con circa 618 mila spettatori.
Il 26 agosto ha raggiunto il 9,3%, arrivando anche a superare, in quella giornata, il TG3 indicato nei dati disponibili.
Il 28 agosto, infine, il TG4 delle 12 ha segnato l'8,8% con circa 629 mila spettatori.
Insomma: non un fuoco d'artificio durato ventiquattr'ore.
Almeno nella prima settimana, la curva ha mostrato una certa continuità.
E qui arriva la parte più interessante per Mediaset
Il vero valore dell'operazione non sta necessariamente nel singolo risultato.
Sta nel fatto che “Ore 11” sembra avere modificato la dinamica della fascia mattutina di Rete 4.
Secondo i dati riportati, prima dell'arrivo di Infante il TG4 delle 12 si muoveva generalmente su livelli più bassi, con valori che nelle settimane precedenti oscillavano indicativamente tra il 4% e il 6,5%.
Dopo l'arrivo del nuovo programma, invece, la fascia si è stabilizzata su percentuali superiori.
La differenza, quindi, non è soltanto aritmetica.
È soprattutto editoriale.
Rete 4 sta cercando di trasformare la mattina in un percorso informativo unico, nel quale un programma alimenta quello successivo.
Ed è proprio questa la logica dei grandi palinsesti televisivi: non vendere soltanto un programma, ma costruire un'abitudine.
Milo Infante porta il pubblico. Il TG4 incassa il traino
Qui sta probabilmente la scommessa più interessante.
Il trasferimento di un volto televisivo da una rete all'altra non è mai una semplice operazione di mercato.
Il vero interrogativo è sempre lo stesso:
il pubblico segue il conduttore oppure resta fedele al canale precedente?
Nel caso di Infante, la prima risposta sembra incoraggiante.
Il pubblico di “Ore 14” ha trovato una nuova collocazione nella mattina di Rete 4 e, almeno osservando i dati della prima settimana, sembra essersi adattato al nuovo appuntamento.
Ma c'è un secondo elemento.
Il telespettatore non viene soltanto portato dentro “Ore 11”.
Viene accompagnato verso il TG4 e poi riportato all'interno del programma.
È una sorta di staffetta televisiva perfettamente costruita.
E quando una staffetta funziona, a beneficiarne non è soltanto il primo corridore.
Corre tutta la squadra.

Il sorpasso sul TG3? Interessante, ma attenzione alle conclusioni facili
Il dato del 26 agosto, con il TG4 indicato al 9,3% contro l'8,8% del TG3, è naturalmente quello destinato a far discutere di più.
Ma sarebbe sbagliato trasformare un singolo confronto quotidiano in una rivoluzione permanente degli equilibri dell'informazione televisiva.
La televisione, soprattutto nel daytime, vive di oscillazioni quotidiane, concorrenza, durata dei programmi, eventi, stagionalità e composizione del pubblico.
Il punto vero è un altro.
Rete 4 ha dimostrato di poter alzare sensibilmente l'asticella proprio in una fascia che storicamente non rappresentava il suo principale punto di forza.
Ed è questo il dato strategicamente più interessante.
La vera vittoria di Infante potrebbe essere quella che arriva dopo il programma
C'è una curiosità tutta televisiva in questa storia.
Quando si parla di ascolti, normalmente si guarda al programma.
Quanti spettatori ha fatto?
Quale share?
Ha battuto il concorrente?
Ma nel caso di “Ore 11” bisogna guardare anche a ciò che succede attorno al programma.
Perché un conduttore può avere un buon risultato personale e non modificare minimamente la rete.
Qui, invece, i numeri disponibili suggeriscono un effetto più ampio.
Rete 4 cresce nella fascia.
Il TG4 delle 12 beneficia del traino.
La seconda parte di “Ore 11” mantiene una quota significativa del pubblico.
Questo è esattamente il tipo di meccanismo che interessa a chi costruisce un palinsesto.
Non il colpo isolato.
La filiera.
E adesso arriva la prova più difficile
Una prima settimana positiva è una notizia.
Una seconda settimana positiva è un indizio.
Un mese positivo comincia a diventare una tendenza.
La vera partita per Milo Infante, quindi, non è ancora vinta.
È appena cominciata.
Mediaset dovrà verificare se il pubblico resterà fedele quando l'effetto novità sarà completamente esaurito e quando la stagione televisiva entrerà progressivamente nel vivo.
Perché è lì che si misura davvero la forza di un programma.
Non quando tutti vogliono vedere cosa succede.
Quando tutti sanno già cosa succede e decidono comunque di accendere la televisione.
La scommessa Mediaset, per ora, manda un segnale molto chiaro
Il passaggio di Milo Infante nel mondo Mediaset porta con sé una responsabilità editoriale importante, anche alla luce del suo ruolo di condirettore di Videonews.
E la prima settimana di “Ore 11” offre già un elemento concreto da osservare.
Rete 4 sembra aver trovato un nuovo motore per la fascia mattutina.
Il TG4 delle 12 sembra aver trovato un traino particolarmente prezioso.
E il pubblico sembra aver accettato il nuovo appuntamento con una rapidità che, nel mercato televisivo, non può passare inosservata.
Adesso, però, viene il bello.
Perché se questi numeri dovessero consolidarsi nelle prossime settimane, allora non parleremmo più semplicemente del buon debutto di un conduttore.
Parleremmo di una modifica vera della geografia televisiva del daytime.
E quella sì, sarebbe una notizia.
Milo Infante è arrivato a Rete 4 per fare “Ore 11”. Ma dopo appena una settimana la domanda è diventata un'altra: quanto può ancora crescere tutto quello che viene prima, durante e dopo di lui?




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